• Erika Argiolas

JR and The Wound: Cultura sofferente


JR davanti a Palazzo Strozzi © Dragopublisher

Il suo volto non si mostra mai per intero, semi-nascosto da un cappello e da un paio di occhiali da sole nell’atto di rendersi difficilmente riconoscibile. Questo suo alone di mistero e il tipo di arte da lui praticata l’hanno portato ad essere definito “il Banksy parigino”. Sto parlando di Jean René, in arte JR. classe 1983.

JR nasce a Parigi, inizialmente coinvolto nell’arte dei progetti realizzati su muri di tutto il mondo - quella dei graffiti - e nell’arte illegale, cambia poi direzione per dedicarsi maggiormente al collage fotografico che lo portò a vincere il Ted Prize nel 2011, il quale segnò immancabilmente la svolta della sua carriera.

Definisce “il mondo” la sua galleria personale e la più grande immaginabile. Infatti, tra alcuni dei suoi progetti possiamo ricordare la gigantografia di un bambino che si affaccia sul muro divisorio tra Stati Uniti e Messico nel 2017 o anche il famigerato intervento sulla Piramide del Louvre nel 2019 a Parigi.

Jr torna a far parlare di sé, prepara la sua valigia e si reca a Firenze, culla del Rinascimento e sotto la curatela di Arturo Galansino (General Director of Palazzo Strozzi Foundation), realizza la mastodontica opera che ora è possibile vedere presso Palazzo Strozzi: The Wound.

JR - La Ferita (The Wound) 2021, Palazzo Strozzi, Florence. Photo by OKNOstudio

È stata installata il 19 marzo (prevista in loco fino al 22 agosto 2021).

28 metri di altezza per 33 di larghezza, composta da 88 pannelli stampati in bianco e nero su alluminio Dibond.

Favolosa anamorfosi, unione di giochi visivi che danno l’impressione di osservare qualcosa di altamente deformato. Ma il trucco sta nel trovare l’angolazione giusta, la giusta prospettiva e così ogni linea e forma comincia ad acquisire perfettamente senso.
Jr posa di fronte a Palazzo Strozzi © Jennifer Lorenzini/Reuters

The Wound” è un mastodontico trompe- l’oeil che squarcia la facciata del palazzo rinascimentale fiorentino, permettendo ai passanti di guardare oltre la parete.

Questo “oltre” che JR vuole sottolineare è una dimensione raggiungibile solo attraverso la luce. Probabile il riferimento a una dimensione parallela che esiste ma alla quale non si accede facilmente, in altre parole: il mondo della cultura.

L’opera di JR è un chiaro riferimento che mostra come ad un anno dallo scoppio di questa terribile pandemia, il mondo della cultura sia ancora sofferente, dilaniato da ferite persistenti: chiusure permanenti dei musei, teatri, cinema e biblioteche.

JR - La Ferita (The Wound) 2021, Palazzo Strozzi, Florence. Photo by OKNOstudio

Oltre lo squarcio murale è possibile osservare al piano terra il colonnato che caratterizza il cortile interno del palazzo, mentre al primo piano si scorge la sala espositiva contenente alcune delle opere più conosciute e apprezzare dell’arte fiorentina: La nascita di Venere e La Primavera di Boticelli, e Il ratto delle Sabine di Gianbologna. All’ultimo piano si intravede una biblioteca, precisamente la Biblioteca dell’Istituto Nazione di Studi sul Rinascimento che si trova realmente all’interno del palazzo.

L’opera è un vero e proprio atto di sensibilizzazione che agisce in modo duplice.

Da una parte si mostra come vera e propria denuncia e sensibilizzazione nei confronti di un problema esistente e quanto più globale, ossia quello di un’ assenza, una mancanza, che si fa sentire sempre più, quella dell’accesso alla cultura e ai luoghi della cultura.

Mentre dall’altro il tentativo di sopperire e di annullare in tutti i modi possibili questa privazione attraverso la realizzazione di un opera pubblica, che tutti possano avere la possibilità di fruire, non chiusa all’interno di quattro mura, non per pochi ma per tanti, per tutti.

Un vero e proprio atto di libertà, che invita le persone ad uscire fuori di casa col solo intento di andare ed interagire con l’arte.

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